CERVICALGIA: CHE COS’E’

Il termine cervicalgia sta a significare, dolore cervicale. Si tratta di una patologia molto diffusa nella nostra società, coinvolge persone in una fascia d’età molto ampia, che va dai 10 anni fino all’età della vecchiaia, con picchi elevati d’incidenza nelle donne dopo i 45 anni. Il dolore può riguardare questa zona propriamente, ma spesso coinvolge col protrarsi del tempo, in cui i sintomi vengono sottovalutati, la testa gli arti superiori e la schiena tutta.

La testa viene coinvolta in quanto, la mancanza di un buon flusso ematico, per via del protrarsi della contrattura muscolare che impedisce il giusto apporto di sangue a zone deputate al controllo dell’equilibrio, causa vertigini e capogiri, mal di testa, senso di nausea fino al vomito, ronzii nelle orecchie, problemi di udito o alla vista, dolore alla fronte e sopra gli occhi.

Gli arti possono essere coinvolti con limitazione funzionale, stanchezza e formicolii per via del fatto che, muscoli importanti come il muscolo trapezio e quelli della cuffia dei rotatori, vanno spesso in sofferenza quando il tratto cervicale presenta rigidità o ernie discali. Il resto della colonna e quindi la schiena, a sua volta inizia a risentire del “disagio” cervicale e dal momento che non c’è soluzione di continuità tra le vertebre che costituiscono la colonna, gradualmente la disfunzione inizierà a presentarsi in tutti i segmenti.

UN PO’ D’ANATOMIA

Il tratto cervicale è uno dei punti più vulnerabili della colonna vertebrale, per via del fatto che è in continua attività di impegno muscolare, nel sostenere e stabilizzare la testa, sia in fase dinamica, come nelle attività sportive e motorie in genere, che in fase statica, come davanti ad uno schermo e mentre guidiamo l’auto. Altro punto debole, è la grande possibilità di movimento che ha questo tratto rispetto al resto della colonna e perciò una cerniera con ampia libertà tende a “rovinarsi” prima.

Non da ultimo, il peso della testa, in un movimento violento come in seguito ad un tamponamento, un colpo di boxe o uno schiaffo ricevuto, costituisce un forte stress da bilanciare per i muscoli cervicali. Il tratto cervicale è composto da 7 vertebre e relativi dischi intervetebrali, numerate dall’alto verso il basso coi numeri da 1 a 7, associati comunemente alla lettera C, quindi C1-C2 fino a C7. I muscoli in questa zona, proprio per i motivi sopraelencati, sono numerosi e pur non entrando nello specifico, è utile ragionare sul fatto che hanno molte inserzioni a livello nucale e sui processi spinosi vertebrali, ciò spiega il perché di tanta tensione, quando questa zona va in sofferenza.

Tale tensione a volte è così forte da ripercuotersi sul cuoio capelluto che risulta teso e dolente al tatto, tanto che alle persone coi capelli raccolti a coda, reca già un po’ di sollievo, sciogliere gli stessi. La tensione muscolare, quando si irradia a valle, può coinvolgere le braccia con radicolopatie, ovvero un’infiammazione dei nervi che scendono alle braccia e fino alle mani, dando anche una riduzione della sensibilità e della forza muscolare.

Questo perché, i muscoli del collo, contratti, tendono a far avvicinare tra loro le vertebre, sottraendo spazio vitale ai nervi che escono dalle stesse. Questa situazione di “schiacciamento” vertebrale e carenza del giusto flusso sanguigno, è alla base del lento logorio tessutale e della conseguente erniazione del disco. Tale meccanismo appena descritto, potrebbe aiutare a capire in maniera semplicistica, quello che succede nella cronicità e quindi nel lungo periodo. Immaginando tale processo, accelerato al massimo, è ciò che avviene in un incidente o quando si fa uno sforzo eccessivo.

Una grande differenza tra l’acuto e il cronico è che in quest’ ultimo, il permanere per lunghi periodi di questa situazione, il processo normale d’invecchiamento, associato a quello “patologico”, vedrà il fiorire di un quadro classico d’artrosi, caratterizzato da becchi osteofitari, veri e propri speroni ossei ed escrescenze che impediranno il regolare movimento vertebrale anche per le più semplici rotazioni e inclinazioni del capo.

CAUSE DI CERVICALGIA

Per riassumere brevemente le principali cause, è importante chiarire il fatto che nella maggioranza dei casi, si tratta di un’alterazione non grave che interessa muscoli, legamenti, dischi intervetebrali e articolazioni. Molto più occasionale è il coinvolgimento delle parti nervose.

Tra le cause principali, ritroviamo la vita sedentaria e le posture scorrette, che mantenute a lungo anche dai giovanissimi, quindi non solo da chi si trova in età lavorativa, concorrono all’istaurazione di contratture muscolari. Curiosità intorno al mondo degli smartphone e ai danni derivanti da un cattivo uso degli stessi, lo dimostra un recente studio americano, che afferma come il collo atteggiato e mantenuto inclinato a lungo in avanti per la consultazione e l’utilizzo di tale apparecchio, subisca danni importanti come per aver portato ingenti pesi.

Lo studioso, dottor Hansraj del New York Spine Surgery and Rehabilitation Medicine, ha stimato che in base alle diverse inclinazioni che può assumere il collo, grava sulla colonna stessa, una pressione diversa ma importante.


Un’inclinazione di 15° gradi comporta un carico pari a 12 kg, sale a 18 kg per 30°, a 22 kg per i 45° per arrivare a 27 kg, quando si inclina il capo in avanti di 60°. Tenuto conto di quante ore si passono in sedentarietà mantenendo posture scorrette, si capisce anche la forte incidenza di tali disagi dolorosi sulla vita di tutti, giovani e meno giovani. Altre cause di cervicalgia in ordine di rilevanza sono: artrosi ed ernie, colpi di freddo, colpi di frusta, sforzi eccessivi e incidenti sportivi.
Ad accomunare tutte queste realtà è spesso il sintomo che si presenta come “torcicollo”, ovvero un dolore che ostacola i naturali movimenti del tratto cervicale.

IL MIO TRATTAMENTO FISIOTERAPICO

A seconda della gravità dei sintomi riferiti e presentati dal cliente, adotterò delle pratiche manuali più caute o più incisive, volte a limitare la contrattura muscolare per orientarsi verso il recupero del movimento, dapprima passivo poi attivo.

Si potrebbe iniziare con un massaggio connettivale superficiale, trattamento di trigger point dolorosi col metodo P.R.A.L.D. e per recuperare cautamente i movimenti, praticare trazioni di pompage Bienfait. Successivamente, si potrebbe passare ad un massaggio connettivale profondo tipo Furter, per stabilizzare nel tempo i risultati. Di solito si parla di norme posturali e buone abitudini con consigli ed esercizi di facile esecuzione in autonomia, come quelli di Back School. Qualora fosse presente il sintomo fastidioso del mal di testa, utilizzerei a tal proposito, la tecnica del cranio sacrale, che riuscirebbe di sicuro ad allentare la morsa dolorosa, ridando al sistema una bella carica energetica.

COSA CI DICE LA MEDICINA INTEGRATIVA

A proposito della cervicalgia, mi piace porre l’attenzione sull’interpretazione che ci dà la Medicina Integrativa del dott. Butto, che unisce la medicina occidentale, a principi che affondano le radici, in altre filosofie provenienti da medicine più antiche, quali  quella cinese e quella indiana, riviste alla luce dei nostri giorni e delle sue grandi intuizioni.
La zona comunemente interessata dai dolori cervicali, corrisponde a quella relativa al 5° chakra che anatomicamente è delimitato in basso dal diaframma clavicolare e superiormente dal palato molle. Tale chakra è associato alla tiroide, la quale per vicinanza è in stretto rapporto pure con faringe, trachea ed esofago.

chackra della golaSi capisce bene anche solo da questa semplice descrizione anatomica, come tale chakra sia deputato alla comunicazione verbale e all’autoespressione.
Questo chakra sviluppa e matura tra i 7 e i 12 anni di vita, quando il bambino tenta di esprimere i propri sogni attraverso parole, musica, canto, disegno e danza. Laddove tale situazione sarà ottimale, crescerà un adulto con una chiara espressione di sé.
Dove, al contrario i tanti divieti imposti da ambienti moralisti, per cultura o religione, fanno tacere l’istinto comunicativo del proprio sentire, il bimbo e il suo 5° chakra, cresceranno in maniera distonica.
Da adulto, spesso sentirà morire in gola le proprie parole o i propri pensieri perché filtrati da una mente influenzata dal perbenismo e dai tanti, “non si dice” e “non sta bene”, sentiti da piccolo. Si capisce bene, come questo chakra possa esprimere l’autorealizzazione e l’autostima, in quanto se ben sviluppato, l’individuo saprà essere chiaro in tutti gli ambiti, sociali, scolastico e lavorativo, scegliendo consapevolmente la giusta comunicazione, dando forma alla propria opinione.

Altrettanto bene si comprende come, questo segmento vada in dissonanza davanti a situazioni che minano la propria autostima, come da bimbi essere “ripresi” da un adulto in malo modo davanti ai propri coetanei, come davanti alla classe quando va male l’interrogazione, come sempre a scuola, davanti a una bocciatura inaspettata.
Tali dinamiche possono ripresentarsi a tutte le età e in tutti i contesti, con un datore di lavoro poco rispettoso, con l’azienda che licenzia o per un’umiliazione ricevuta in pubblico.
Basterà che una di queste azioni, potenzialmente nocive, vadano a riattivare la dissonanza, che si svilupperanno laringiti, faringiti, tonsilliti, torcicollo e dolori cervicali. Alla lunga, questa azione meccanica muscolare, potrebbe influire sul buon funzionamento della tiroide.

Non a caso la patologia cervicale e tiroidea, coinvolge in percentuale molto maggiore la donna rispetto all’uomo.
Questo avviene in quanto, sin da piccola, nell’educazione che riceve, spesso deve sottostare a più regole e divieti rispetto ai maschi e da adulta, in ambito lavorativo, incontra a volte  più ostacoli.
La tiroide della donna è sottoposta ad un superlavoro in tutti gli ambiti di espressione e autorealizzazione, perché la donna “deve” essere una buona moglie, amante, madre e lavoratrice, dentro e fuori casa, prestazioni che spesso all’uomo non sono richieste, almeno tutte, con buona gioia per la tiroide maschile.

IL NOSTRO TRATTAMENTO OLISTICO

È utile, per capire che ognuno di noi è unico, smettendo di paragonarsi agli altri, senza cercare di essere il primo della classe. È necessario essere se stessi con semplicità e consapevolezza, per vivere la propria vita e non quella voluta dai clichè sociali e famigliari. Per apprendere questa lezione, possiamo lavorare col F.E.E.L. con il L.E.E. o con la Dermoriflessologia metodo Calligaris indistintamente, in quanto tutte le vie possono portare a capire quali “divieti” o esperienze ci hanno più condizionato nel passato e magari, con i loro invisibili fili, da tagliare, ancora lo fanno a distanza di anni.