Il mal di schiena, da alcuni studiosi, viene considerato il male del secolo, per portata e diffusione. La vita sedentaria, le posizioni lavorative statiche o ripetitive, lo stress, il sovrappeso, assenti o meno diffuse nei secoli scorsi, stanno alla base del logorio statico a cui è sottoposto il disco della cerniera lombo-sacrale.

Nei paesi industrializzati, alcune statistiche individuano la percentuale di chi soffre di mal di schiena, compresa tra il 75% della Svezia e il 90% degli Stati Uniti d’America. Anche in Italia si confermano percentuali così elevate. Le stesse statistiche affermano che, ad essere colpiti da tali dolori, sono allo stesso modo uomini e donne, anche se poi si individuano delle professioni a rischio che differenziano in parte la diffusione, alcuni esempi sono l’informatico, il camionista o l’autista, coloro che rimangono a lungo in piedi in modo statico, chi lavora in presenza di forti vibrazioni o chi movimenta pesi importanti.
I dolori di schiena, spesso si affacciano anche prima dei 20 anni, raggiungono la massima intensità verso i 40 per poi decrescere nell’età compresa tra i 60 anni e oltre. Alcuni studi svedesi, hanno inoltre dimostrato che l’80% dei dolori di colonna sono da imputare a cause non specifiche quali come accennato poc’anzi: posture scorrette, forma fisica scadente, sovrappeso e stress psicologici. Solo il restante 20%, è da imputare a problemi specifici come quelli derivanti da traumi e microtraumi ripetuti, deformità congenite della colonna, anomalie di sviluppo della stessa, infiammazioni acute e/o degenerative come artrosi, osteoporosi, spondiloartrite, tumori vertebrali, ernie del disco e per finire cause dovute alle modificazioni delle curve fisiologiche durante la gravidanza.

UN PO’ D’ANATOMIA

La funzione fondamentale della colonna vertebrale o rachide, è quello di sostenere il nostro organismo. E’ unica e insostituibile tanto che, al giorno d’oggi, nonostante siano stati conseguiti traguardi impensati fino a pochi anni fa, è ancora irrealizzabile una colonna “artificiale”.
La colonna, oltre ad essere il nostro pilastro, contiene e protegge il midollo spinale. Essa è costituita da piccole ossa, dette vertebre, che si sovrappongono e si articolano l’una all’altra, con l’interposizione del disco intervertebrale. Vista da dietro, la colonna sana è dritta, mentre di profilo presenta 4 curve, sacrale, lombare, dorsale e cervicale. Molto spesso, l’origine del dolore di colonna, parte dal disco intervertebrale. Anatomicamente, è costituito da un nucleo polposo al centro e un anello fibroso tutt’attorno.

Questa disposizione di elementi, la rende un vero e proprio ammortizzatore, che assorbe gli urti e smorza la pressione tra una vertebra e l’altra. La sua natura, come del resto tutto il corpo, cambia con l’età e già dai 20 anni, esso comincia a degenerare, il nucleo si asciuga gradualmente e il disco inizia a perdere elasticità. Inoltre il disco si abbassa e si allarga, questo spiega pure la diminuzione d’altezza nella terza età. Il nucleo polposo quindi, può penetrare nelle fessurazioni che si vengono via via formando nell’anello fibroso e se fuoriesce, forma l’ERNIA. Questa evenienza viene spesso scatenata da uno sforzo brusco, scorretto o inaspettato. Per chiarire alcuni termini, si parla di DISCOPATIA, per indicare la lenta degenerazione discale, di OSTEOFITI, per indicare le calcificazioni che “fioriscono” tra le articolazioni vertebrali e che possono disturbare i nervi che escono dalla colonna, di SPONDILOSI o SPODILOARTROSI, per indicare più in generale, il processo di usura delle vertebre, complice l’età e il mal utilizzo della colonna.

La maggior influenza sui nervi che fuoriescono dalla colonna e la loro sofferenza, è data dalla presenza di osteofiti ma soprattutto da quella di una o più ernie. E’ proprio infatti la pressione esercitata da quest’ultima, la causa di compressione nervosa più diffusa e tanto maggiore è la porzione di nucleo polposo fuoriuscito, tanto maggiore sarà l’effetto compressivo sul nervo. Tra i più colpiti, a livello di colonna lombare e sacrale, c’è il nervo sciatico. Il dolore inizialmente si avverte al centro della colonna nel passaggio lombosacrale, poi si può allargare su tutta la zona lombare o su un fianco solo. Se la compressione è maggiore, il dolore tenderà ad allargarsi, coinvolgendo la natica, la faccia posteriore della coscia fino a gamba e piede, dando formicolio, dolore, insensibilità e debolezza muscolare. Allo stesso modo, ma in senso opposto si avvertirà il miglioramento dei sintomi, ovvero il dolore si andrà ritirando dalla periferia al centro della schiena, fino a scomparire una volta “azzeccata” la terapia.

IL MIO TRATTAMENTO FISIOTERAPICO

La prima e unica controindicazione al trattamento manuale che considero tale, è la presenza di una sciatalgia in atto, acuta e attiva 24 ore su 24. In tal caso, quando il dolore lungo la gamba coinvolge anche le ore notturne, ritengo più utile sfiammare con una cura indicata dal medico e poi in seconda istanza, iniziare il lavoro fisioterapico manuale e poi di ginnastica. A coloro contrari alle cure farmacologiche, in tal caso è molto efficace, quasi risolutiva, un trattamento intensivo con massicce dosi di omega 3 e arnica monodose, per alcuni giorni.
Il trattamento che metto in atto è volto a ridurre in prima battuta la sintomatologia dolorosa che coinvolge la zona lombare e glutea, ridando lunghezza ed elasticità ai muscoli di questa regione. In una seconda fase, coinvolgo nel trattamento l’intera colonna vertebrale e relativi muscoli, in quanto, come mi piace dire e rappresentare, la colonna è come un convoglio ferroviario, dove la locomotiva e l’ultima carrozza sono strettamente legate tra loro, perciò sarebbe incompleto, rivolgere l’attenzione della cura, alla sola zona sintomatologica, ignorando il tutto.

Quando la persona è tornata al suo “standard” di benessere, cerco di far porre la sua attenzione sul migliorare tale livello, orientando il trattamento verso alcuni semplici esercizi, che la persona potrà ripetere in autonomia, volti a mantenere la colonna elastica, mobile, tonica nei muscoli. Saranno poi, proprio questi esercizi, a tenere la persona in forma e lontano il più possibile dai dolori, dai medici e dai fisioterapisti, perché una volta appresi, sarà lo stesso paziente a svolgerli al proprio domicilio, con cadenza più o meno frequente.

Mi piace poi dare al cliente, un quadro di consigli, volti all’utilizzo corretto della colonna nei movimenti o nelle posture caratterizzanti il suo quotidiano lavoro o mansione. Il trattamento che attuo, è sempre diverso e personalizzato in base al caso ma comunque utilizzo molto il massaggio connettivale superficiale e profondo, il trattamento dei trigger point con le tecniche P.R.A.L.D. e Furter, il pompage Bienfait e per finire, per l’educazione e l’igiene posturale, utilizzo la Back School.

COSA CI DICE LA MEDICINA INTEGRATIVA

A proposito del dolore lombare, mi piace porre l’attenzione sull’interpretazione che ci dà la Medicina Integrativa del dott. Butto, che unisce la medicina occidentale, a principi che affondano le radici in altre filosofie provenienti da medicine più antiche, quali,  quella cinese e quella indiana, riviste alla luce dei nostri giorni e delle sue grandi intuizioni. La zona lombare è strettamente collegata al meridiano della vescica urinaria. Questo, ha inizio nell’angolo interno dell’orbita oculare, più o meno alla radice del naso, passa dalla fronte, alla testa e al collo, scende fiancheggiando la colonna vertebrale, fino al gluteo per poi proseguire dietro la gamba, poi al centro del polpaccio, ruota dietro il malleolo per terminare al quinto dito del piede.

Già una prima considerazione viene facile, sovrapponendo i sintomi del dolore sciatico, al decorso del meridiano nel secondo tratto, ovvero quello dalla zona lombare al quinto dito. Il meridiano della vescica è in rapporto col funzionamento del sistema nervoso autonomo attraverso la ghiandola ipofisaria che controlla tutto il sistema ormonale, inoltre tale meridiano controlla la funzione riproduttrice e l’utero.
Dal punto di vista fisico, la vescica urinaria funge da serbatoio di raccolta dell’urina proveniente dai reni e poi eliminata, attraverso la minzione. Dal punto di vista psicologico, vescica, genitali, ghiandole del Bartolini, vagina, collo dell’utero e prostata, sono legati agli aspetti sessuali, i più ancestrali, basti pensare a ciò che avviene nel mondo animale quando questo usa l’urina per segnalare il suo territorio d’accoppiamento.

Quando c’è il meridiano in disfunzione, dal punto di vista mentale, la persona è in uno stato di stanchezza dovuto a un lungo periodo di stress, si irrita per cose da niente, reagisce in modo esagerato, prova ansietà e paura che provocano sudori freddi. Fisicamente, si manifesta con dolore alla schiena, sciatica, minzione frequente, ipertrofia prostatica, dolore al collo dell’utero, ipersensibilità al freddo, congestione nasale, fastidi alla base del naso, accumulo di grasso sottocutaneo all’angolo interno dell’occhio.
La sua disfunzione, è dovuta a un’eccessiva tensione in presenza di un blocco sessuale, rappresentato da infedeltà sessuale, gelosia o abuso e violenza carnale.

 

 

 

Alcuni esempi di chiarimento:

  • uomo con dolore lombare sinistro e sciatalgia sinistra: esprime gelosia o soffre per un tradimento da parte di una donna,
  • uomo con dolore lombare destro e sciatalgia destra: ha senso di colpa per aver tradito fisicamente o mentalmente una donna,
  • donna con dolore lombare sinistro e sciatalgia sinistra: ha senso di colpa per aver tradito fisicamente o mentalmente un uomo,
  • donna con dolore lombare destro e sciatalgia destra: esprime gelosia o soffre per un tradimento da parte di un uomo.

Generalmente i conflitti sessuali, legati alla gelosia, sono da imputare all’errata convinzione che la persona sia di propria esclusiva proprietà. Questa concezione è basata sull’egoismo animale, che vorrebbe la femmina o il maschio per soddisfare i propri desideri e per assicurare la sopravvivenza della specie. In realtà, nel rapporto di coppia, il partner non è altro che una fonte d’amore e appoggio che permette all’altro di realizzare i progetti di vita.

IL NOSTRO TRATTAMENTO OLISTICO

Per aiutare a superare tali difficoltà, usiamo la tecnica F.E.E.L. e L.E.E., Dermoriflessologia e l’esame da superare per completare il processo d’apprendimento è quello di convertire la relazione in una fonte d’appoggio energetico, morale e materiale, per permettere alla coppia di progredire nel processo d’apprendimento. Liberarsi quindi, dal desiderio di possedere l’altra persona e dalla paura di perderla. Il partner non è una proprietà, bensì un mezzo che è venuto ad insegnare la pratica del vero appoggio e del vero amore.